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Osservatorio TEGM — Q2 2026: dove si muovono i tassi soglia

Lettura ragionata dei Tassi Effettivi Globali Medi del trimestre in vigore: cosa cambia per mutui, leasing, credito al consumo e finanziamenti d'impresa.

A cura di Desk Ricerca KEY

I TEGM pubblicati trimestralmente da Banca d'Italia rappresentano la fotografia ufficiale dei tassi effettivi praticati dal sistema bancario e finanziario. Determinano il tasso soglia oltre il quale un finanziamento è considerato usurario ai sensi della L. 108/96, calcolato come TEGM × 1,25 + 4 punti percentuali (con un differenziale massimo di 8 punti tra soglia e media).

Che cos'è il TEGM e come nasce il tasso soglia

Il Tasso Effettivo Globale Medio è la media aritmetica dei tassi applicati dagli intermediari su ciascuna categoria omogenea di operazioni (mutui, aperture di credito, credito al consumo, leasing, factoring e così via). La rilevazione è curata da Banca d'Italia su mandato del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che emana i decreti trimestrali. Il dato non è un tetto: è la base di calcolo del tasso soglia antiusura.

La formula in vigore dal 2011 stabilisce che la soglia è pari al TEGM aumentato di un quarto, cui si aggiungono quattro punti percentuali. La differenza tra soglia e tasso medio non può comunque superare gli otto punti. Un finanziamento che superi la soglia è nullo quanto agli interessi ai sensi dell'art. 1815 del Codice Civile, oltre a integrare la fattispecie penale prevista dalla L. 108/96.

Cosa segnala il trimestre Q2 2026

Dopo il ciclo di rialzi 2022-2024, innescato dalla stretta monetaria della Banca Centrale Europea per contrastare l'inflazione, e la successiva fase di normalizzazione del 2025, i dati del secondo trimestre 2026 confermano un mercato in compressione. I TEGM su mutui ipotecari a tasso fisso tendono a stabilizzarsi, mentre il credito al consumo resta strutturalmente più caro per via dell'incidenza dei costi accessori (istruttoria, incasso rata, coperture assicurative facoltative).

La lettura corretta richiede di distinguere due piani. Il primo è quello dei tassi di riferimento (Euribor per il variabile, IRS/Eurirs per il fisso), che rispondono alle attese sui tassi di policy. Il secondo è quello degli spread bancari, cioè il ricarico commerciale che gli istituti applicano sopra il parametro: è qui che la concorrenza tra banche produce le differenze più rilevanti per il cliente finale.

Mutui ipotecari

  • Tasso fisso: TEGM in tendenziale calo, riflesso del re-pricing dei titoli di Stato a medio-lungo termine e della componente IRS.
  • Tasso variabile: TEGM più stabile, in attesa delle prossime decisioni di politica monetaria della BCE.
  • Surroghe: gli spread bancari applicati alle operazioni di portabilità sono tra i più aggressivi, perché la banca subentrante acquisisce un cliente già selezionato e con storia creditizia nota.
  • Loan-to-Value: le operazioni con LTV basso (sotto il 60-70%) ottengono le condizioni migliori, perché la banca sopporta un rischio inferiore.

Finanza d'impresa

  • Anticipi su fatture e factoring: tassi sostanzialmente allineati al ciclo, ma migliora la concorrenza degli operatori fintech specializzati.
  • Mutui chirografari oltre 5 anni: la pressione dei fondi di debito privato e la maggiore offerta bancaria ampliano il ventaglio di condizioni.
  • Leasing strumentale: categoria stabile, con offerte più incisive sui beni agevolabili nell'ambito della Transizione 4.0 e della Nuova Sabatini.
  • Garanzie pubbliche: le operazioni assistite dal Fondo di Garanzia per le PMI o da SACE tendono a un pricing migliore, perché riducono la perdita attesa per il finanziatore.

Come leggere il differenziale rispetto alla soglia

Il tasso soglia va calcolato sulla categoria corretta e sull'importo corretto: molte categorie hanno soglie diverse per fasce di importo. Un errore frequente è confrontare il TAEG di un finanziamento con la soglia di una categoria diversa da quella effettivamente rilevata. Per un mutuo ipotecario, per esempio, va usata la soglia della categoria mutui, distinta da quella del credito personale, che è tipicamente più alta.

"Il tasso soglia non è l'obiettivo da avvicinare, ma il limite da tenere alla larga: un'offerta lecita ma vicina alla soglia è quasi sempre un'offerta migliorabile."
Desk Ricerca KEY

Implicazioni operative

Il dato TEGM completo per ogni categoria di finanziamento è consultabile nella pubblicazione ufficiale di Banca d'Italia e nei decreti trimestrali del MEF. Il nostro Desk lo aggiorna a ogni rilevazione e lo traduce in indicazioni operative per privati e imprese, senza formulare previsioni sui tassi futuri: nessuno può garantire l'andamento dei parametri di mercato.

Il messaggio di fondo resta valido a prescindere dal trimestre: la soglia antiusura tutela il cliente da abusi, ma la vera leva di risparmio è la distanza dalla media di mercato, che dipende dalla qualità del profilo e dalla capacità di mettere in concorrenza gli istituti.

Come si costruiscono le categorie omogenee

La rilevazione dei TEGM non avviene su un unico grande aggregato, ma su categorie omogenee di operazioni definite dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ogni categoria raggruppa contratti con caratteristiche simili quanto a natura, oggetto, durata e rischio: in questo modo la media riflette condizioni realmente confrontabili, evitando di mescolare, per esempio, un'apertura di credito in conto corrente con un mutuo ipotecario a lungo termine. Molte categorie sono inoltre suddivise per classi di importo, perché il costo del denaro varia in modo significativo tra un piccolo prestito e un finanziamento di grande dimensione.

Le principali categorie rilevanti per famiglie e imprese comprendono i mutui con garanzia ipotecaria distinti tra fisso e variabile, il credito personale e finalizzato, le aperture di credito in conto corrente, gli anticipi e gli sconti su portafoglio commerciale, il factoring, il leasing distinto per tipologia di bene e il credito revolving associato alle carte. Per ciascuna il decreto trimestrale indica il TEGM rilevato e la soglia calcolata, che sono il riferimento vincolante per verificare la liceità del singolo contratto.

Il TEG del singolo contratto

Da non confondere con il TEGM è il TEG, cioè il Tasso Effettivo Globale del singolo rapporto, che si ottiene sommando al tasso corrispettivo tutti gli oneri connessi all'erogazione del credito secondo le istruzioni di Banca d'Italia. Nel TEG rientrano commissioni, spese di istruttoria, costi di incasso rata e altri oneri collegati, mentre restano escluse alcune voci puntualmente individuate, come imposte e tasse. È il TEG del contratto, non il solo tasso nominale, a dover essere confrontato con la soglia per stabilire se un finanziamento sia usurario.

Fattori che spostano i TEGM nel tempo

L'andamento dei TEGM riflette la somma di più forze. Le decisioni di politica monetaria della BCE muovono i tassi di riferimento a breve e, indirettamente, l'Euribor su cui si indicizzano i variabili. Le aspettative sui tassi futuri e la domanda di titoli di Stato influenzano l'IRS e quindi il costo del fisso. La concorrenza tra intermediari agisce sugli spread, mentre il rischio di credito percepito, che tende a salire nelle fasi di rallentamento economico, spinge gli istituti a ricaricare di più.

  • Politica monetaria BCE: incide direttamente sui tassi a breve e sull'Euribor.
  • Curva IRS e rendimenti dei titoli di Stato: determinano il costo del fisso a medio-lungo termine.
  • Concorrenza tra banche e nuovi operatori: comprime gli spread commerciali.
  • Ciclo economico e rischio di credito: nelle fasi deboli i ricarichi tendono ad ampliarsi.
  • Composizione del campione rilevato: variazioni nel mix di operazioni possono spostare la media di categoria.

Per questo la lettura di un singolo trimestre va sempre inserita in una tendenza. Un TEGM in calo può derivare tanto da un allentamento monetario quanto da una maggiore concorrenza; un TEGM in rialzo può segnalare tensioni sui tassi di mercato o un irrigidimento delle politiche di credito. Interpretare correttamente il dato richiede di distinguere la componente di mercato da quella commerciale.

Errori comuni nell'uso del dato TEGM

  • Confrontare il tasso della propria offerta con la soglia di una categoria diversa da quella effettiva.
  • Ignorare le fasce di importo, che hanno soglie distinte all'interno della stessa categoria.
  • Usare i valori di un trimestre diverso da quello in cui il contratto è stato stipulato.
  • Confrontare il tasso nominale anziché il TEG comprensivo di tutti i costi.
  • Interpretare il TEGM come il tasso che si pagherà, anziché come una media di mercato.

Il nostro Desk non formula previsioni sull'andamento futuro dei parametri, perché nessuno può garantirlo: si limita a leggere il dato ufficiale, a collocarlo nella tendenza e a tradurlo in indicazioni operative verificabili. L'obiettivo è mettere il cliente nelle condizioni di riconoscere un'offerta lecita, misurarne la distanza dalla media e negoziare con cognizione di causa.

Domande frequenti

Ogni quanto vengono aggiornati i tassi soglia antiusura?+

I tassi soglia sono aggiornati trimestralmente. Banca d'Italia rileva i TEGM e il Ministero dell'Economia emana un decreto ogni tre mesi che fissa le soglie in vigore. Fanno fede sempre le soglie del trimestre in cui il contratto è stipulato.

Come si calcola il tasso soglia usura di un mutuo?+

Il tasso soglia si ottiene applicando al TEGM della categoria la formula prevista dalla L. 108/96: TEGM moltiplicato per 1,25, più 4 punti percentuali, con un differenziale massimo di 8 punti rispetto alla media. Va usata la soglia della categoria e della fascia di importo corretta.

Cosa succede se il tasso del mio finanziamento supera la soglia?+

Se al momento della stipula il tasso supera la soglia antiusura, gli interessi non sono dovuti ai sensi dell'art. 1815 del Codice Civile e la condotta può integrare il reato di usura. È bene far verificare il contratto da un professionista prima di agire.

Il TEGM è il tasso che pagherò sul mio finanziamento?+

No. Il TEGM è una media di mercato usata per calcolare la soglia antiusura, non il tasso applicato al singolo contratto. Il tasso effettivo dipende dal profilo del richiedente, dalle garanzie e dallo spread commerciale della banca, e può essere sensibilmente inferiore alla media.