I TEGM pubblicati trimestralmente da Banca d'Italia rappresentano la fotografia ufficiale dei tassi effettivi praticati dal sistema bancario e finanziario. Determinano il tasso soglia oltre il quale un finanziamento è considerato usurario ai sensi della L. 108/96, calcolato come TEGM × 1,25 + 4 punti percentuali (con un differenziale massimo di 8 punti tra soglia e media).
Che cos'è il TEGM e come nasce il tasso soglia
Il Tasso Effettivo Globale Medio sintetizza i tassi applicati dagli intermediari su ciascuna categoria omogenea di operazioni (mutui, aperture di credito, credito al consumo, leasing, factoring e così via). La rilevazione è curata da Banca d'Italia su mandato del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che emana i decreti trimestrali. Il dato non è un tetto: è la base di calcolo del tasso soglia antiusura.
La formula in vigore dal 2011 stabilisce che la soglia è pari al TEGM aumentato di un quarto, cui si aggiungono quattro punti percentuali. La differenza tra soglia e tasso medio non può comunque superare gli otto punti. L'eventuale superamento richiede una verifica del contratto; le conseguenze civili e penali spettano alla valutazione dell'Autorità giudiziaria.
Come interpretare una rilevazione trimestrale
Per confrontare i dati occorre usare il decreto del trimestre pertinente, la categoria dell’operazione e l’eventuale fascia d’importo. Questa guida spiega il metodo di lettura; non presenta una rilevazione corrente né una previsione dei tassi.
La lettura corretta richiede di distinguere due piani. Il primo è quello dei tassi di riferimento (Euribor per il variabile, IRS/Eurirs per il fisso), che rispondono alle attese sui tassi di policy. Il secondo è quello degli spread bancari, cioè il ricarico commerciale che gli istituti applicano sopra il parametro: è qui che la concorrenza tra banche produce le differenze più rilevanti per il cliente finale.
Mutui ipotecari
- Tasso fisso: consulta la categoria dedicata nel decreto del trimestre pertinente, senza confonderla con quella del variabile.
- Tasso variabile: distingui il parametro di riferimento dallo spread previsto nel contratto.
- Surroghe: confronta costo complessivo, durata residua e condizioni delle offerte ricevute.
- Loan-to-Value: considera il rapporto tra finanziamento e valore dell'immobile nella valutazione del profilo.
Finanza d'impresa
- Anticipi su fatture e factoring: verifica la categoria dell'operazione e l'eventuale fascia d'importo prima del confronto.
- Mutui chirografari: confronta durata, garanzie e costo complessivo di operazioni omogenee.
- Leasing: individua la categoria relativa al bene finanziato e verifica le condizioni contrattuali.
- Garanzie pubbliche: verifica requisiti e disponibilità della misura applicabile al singolo finanziamento.
Come leggere il differenziale rispetto alla soglia
Il tasso soglia va calcolato sulla categoria corretta e sull'importo corretto: molte categorie hanno soglie diverse per fasce di importo. Un errore frequente è confrontare un indicatore di costo o una categoria di finanziamento con la soglia di una categoria diversa da quella effettivamente rilevata. Per un mutuo ipotecario, per esempio, va usata la soglia della categoria mutui, distinta da quella del credito personale, che è tipicamente più alta.
Il rispetto della soglia antiusura è un limite legale, non una misura della convenienza. Per valutare un'offerta occorre confrontarla con altre proposte omogenee per importo, durata, garanzie e costi.
Implicazioni operative
Il dato TEGM completo per ogni categoria di finanziamento è consultabile nella pubblicazione ufficiale di Banca d'Italia e nei decreti trimestrali del MEF. Per il valore applicabile va consultata la rilevazione ufficiale: questa guida non sostituisce il decreto trimestrale né una verifica professionale del singolo contratto.
Il messaggio di fondo resta valido a prescindere dal trimestre: la soglia antiusura tutela il cliente da abusi, ma la vera leva di risparmio è la distanza dalla media di mercato, che dipende dalla qualità del profilo e dalla capacità di mettere in concorrenza gli istituti.
Come si costruiscono le categorie omogenee
La rilevazione dei TEGM non avviene su un unico grande aggregato, ma su categorie omogenee di operazioni definite dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ogni categoria raggruppa contratti con caratteristiche simili quanto a natura, oggetto, durata e rischio: in questo modo la media riflette condizioni realmente confrontabili, evitando di mescolare, per esempio, un'apertura di credito in conto corrente con un mutuo ipotecario a lungo termine. Molte categorie sono inoltre suddivise per classi di importo, perché il costo del denaro varia in modo significativo tra un piccolo prestito e un finanziamento di grande dimensione.
Le principali categorie rilevanti per famiglie e imprese comprendono i mutui con garanzia ipotecaria distinti tra fisso e variabile, il credito personale e finalizzato, le aperture di credito in conto corrente, gli anticipi e gli sconti su portafoglio commerciale, il factoring, il leasing distinto per tipologia di bene e il credito revolving associato alle carte. Per ciascuna il decreto trimestrale indica il TEGM rilevato e la soglia calcolata, che sono il riferimento vincolante per verificare la liceità del singolo contratto.
Il TEG del singolo contratto
Da non confondere con il TEGM è il TEG, cioè il Tasso Effettivo Globale del singolo rapporto, che si ottiene sommando al tasso corrispettivo tutti gli oneri connessi all'erogazione del credito secondo le istruzioni di Banca d'Italia. Nel TEG rientrano commissioni, spese di istruttoria, costi di incasso rata e altri oneri collegati, mentre restano escluse alcune voci puntualmente individuate, come imposte e tasse. È il TEG del contratto, non il solo tasso nominale, a dover essere confrontato con la soglia per stabilire se un finanziamento sia usurario.
Fattori che spostano i TEGM nel tempo
L'andamento dei TEGM riflette la somma di più forze. Le decisioni di politica monetaria della BCE muovono i tassi di riferimento a breve e, indirettamente, l'Euribor su cui si indicizzano i variabili. Le aspettative sui tassi futuri e la domanda di titoli di Stato influenzano l'IRS e quindi il costo del fisso. La concorrenza tra intermediari agisce sugli spread, mentre il rischio di credito percepito, che tende a salire nelle fasi di rallentamento economico, spinge gli istituti a ricaricare di più.
- Politica monetaria BCE: incide direttamente sui tassi a breve e sull'Euribor.
- Curva IRS e rendimenti dei titoli di Stato: determinano il costo del fisso a medio-lungo termine.
- Concorrenza tra banche e nuovi operatori: comprime gli spread commerciali.
- Ciclo economico e rischio di credito: nelle fasi deboli i ricarichi tendono ad ampliarsi.
- Composizione del campione rilevato: variazioni nel mix di operazioni possono spostare la media di categoria.
Per questo la lettura di un singolo trimestre va sempre inserita in una tendenza. Un TEGM in calo può derivare tanto da un allentamento monetario quanto da una maggiore concorrenza; un TEGM in rialzo può segnalare tensioni sui tassi di mercato o un irrigidimento delle politiche di credito. Interpretare correttamente il dato richiede di distinguere la componente di mercato da quella commerciale.
Errori comuni nell'uso del dato TEGM
- Confrontare il tasso della propria offerta con la soglia di una categoria diversa da quella effettiva.
- Ignorare le fasce di importo, che hanno soglie distinte all'interno della stessa categoria.
- Usare i valori di un trimestre diverso da quello in cui il contratto è stato stipulato.
- Confrontare il tasso nominale anziché il TEG comprensivo di tutti i costi.
- Interpretare il TEGM come il tasso che si pagherà, anziché come una media di mercato.
I TEGM descrivono dati rilevati e non garantiscono l'andamento futuro dei tassi. Leggerli insieme alle condizioni del contratto e alle offerte disponibili aiuta a distinguere la verifica antiusura dal confronto di convenienza.