La cessione trasferisce a un terzo un credito fiscale a fronte di un corrispettivo. È possibile soltanto per le tipologie e nelle condizioni ammesse da una norma specifica. Prima di confrontare un prezzo occorre verificare origine, annualità, soggetti coinvolti e precedenti trasferimenti: un credito visibile nel cassetto fiscale non è automaticamente cedibile.
Quali crediti fiscali si possono cedere?
I crediti edilizi possono essere trasferiti soltanto nelle casistiche ammesse dalla disciplina applicabile, tenendo conto delle restrizioni introdotte e delle condizioni dell'operazione originaria. Non basta il nome del bonus: servono la cronologia dei lavori e delle opzioni, i documenti e la ricostruzione dei passaggi del credito.
R&S e Transizione 4.0 sono ordinariamente cedibili?
No. Il credito R&S disciplinato dalla legge 160/2019 è destinato alla compensazione e non può essere ceduto o trasferito, anche all'interno del consolidato fiscale. Per i crediti per investimenti in beni strumentali 4.0 la circolare dell'Agenzia delle Entrate 9/E del 23 luglio 2021 distingue il divieto di normale trasferimento a terzi dai casi in cui il beneficio segue l'azienda o un ramo nell'ambito di operazioni straordinarie. Queste eccezioni non equivalgono alla vendita autonoma del credito sul mercato.
Quali documenti servono per valutare un credito edilizio?
- Identificazione del titolare, origine del credito, annualità e quote ancora disponibili.
- Documenti relativi agli interventi: titoli edilizi, fatture, pagamenti e stati di avanzamento, quando applicabili.
- Asseverazioni, visto di conformità, polizze e comunicazioni richieste dalla disciplina del caso.
- Cronologia delle opzioni e delle cessioni già eseguite, con verifica degli eventuali limiti ai passaggi successivi.
- Documentazione richiesta dal cessionario per controlli fiscali, tecnici e antiriciclaggio.
Come si svolge una cessione ammessa?
Il percorso parte dalla verifica di cedibilità e dalla raccolta documentale. Seguono la due diligence del potenziale acquirente, il confronto delle condizioni economiche e il contratto. Le comunicazioni e le accettazioni sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate si effettuano secondo la procedura prevista per quel credito. I tempi di pagamento, le condizioni sospensive e gli obblighi documentali devono risultare dal contratto.
La piattaforma certifica la regolarità del credito?
No. La piattaforma cessione crediti gestisce le operazioni relative ai crediti ammessi; il cassetto fiscale raccoglie informazioni sulla posizione del contribuente. La presenza o l'accettazione sulla piattaforma non sostituisce i controlli sulla spettanza del beneficio e non elimina il rischio di contestazioni successive.
Da cosa dipende il prezzo?
Il corrispettivo dipende dalla tipologia di credito, dalle quote annuali utilizzabili, dalla documentazione, dalle condizioni contrattuali e dalla domanda delle controparti. Confrontare il ricavo netto, la data di pagamento, le eventuali trattenute e le manleve è più utile che guardare soltanto lo sconto percentuale. Non esistono un prezzo o un termine di chiusura garantiti.
Quali rischi restano dopo la due diligence?
Il report documenta verifiche, esiti e limiti; non è una certificazione pubblica del credito. Restano possibili controlli dell'amministrazione e contestazioni contrattuali. Manleve, trattenute e coperture assicurative vanno esaminate per oggetto, esclusioni, durata e solvibilità della controparte: nessun presidio equivale all'assenza di rischio.
Qual è il ruolo di KEY?
KEY mette in relazione le controparti e accompagna la strutturazione e il percorso documentale dell'operazione. La valutazione fiscale del beneficio spetta ai professionisti competenti e ciascun cessionario decide se acquistare e a quali condizioni. Il primo passo è stabilire se l'operazione è ammessa, prima di discutere la liquidità attesa.